Dichiarazione Imu, lo slittamento
del termine si riflette sulla sanatoria
Con lo slittamento della dead line per la dichiarazione Imu/Tasi dal 30 giugno al 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto impositivo (art. 3-ter, dl n. 34 del 2019 come convertito in legge n. 58 del 28/6/2019), vengono a unificarsi anche i termini di ravvedimento dell’acconto e del saldo. Fino a prima, infatti, l’acconto era reso ravvedibile fino al termine di presentazione della dichiarazione (quindi, entro il 30/6 dell’anno successivo) mentre il saldo entro un anno dall’omesso/insufficiente versamento (ossia entro il 16 dicembre dell’anno successivo). A proposito di dichiarazione Imu/Tasi, considerando che il menzionato art. 3-ter è entrato in vigore il 30 giugno 2019, ne consegue che già a partire dalla dichiarazione 2019 (anno d’imposta 2018) si rende applicabile la nuova scadenza. Pertanto, entro la fine di questo mese di dicembre, laddove ne sussista obbligo, sarà necessario presentare al Comune di ubicazione dell’immobile il modello dichiarativo. La presentazione potrà avvenire con consegna diretta all’ente locale, oppure mediante raccomandata in busta chiusa recante la dicitura «Dichiarazione Imu 2018», utilizzando il modello approvato con dm 30 ottobre 2012. La trasmissione può avvenire anche in via telematica tramite Pec.

